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	<title>Rosanna Camerlingo</title>
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	<description>Psicologa sociale esperta in Focusing unione</description>
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	<title>Rosanna Camerlingo</title>
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		<title>Una conversazione sulla pratica del focusing</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valerio L2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2020 10:32:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Focusing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>con David I. Rome e le Master Trainers: Ann Weiser Cornell e Atsmaout Perlstein “L’essenza del lavoro con un’altra persona è essere presente come un essere vivente. E questa è una fortuna, perché se dovessimo essere intelligenti e acuti, o buoni, o maturi, o saggi, saremmo probabilmente in difficoltà. Ma ciò che importa non è </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>con David I. Rome e le Master Trainers:</div>
<div></div>
<div>Ann Weiser Cornell e Atsmaout Perlstein</div>
<div></div>
<div>“L’essenza del lavoro con un’altra persona è essere presente come un essere vivente. E questa è una fortuna, perché se dovessimo essere intelligenti e acuti, o buoni, o maturi, o saggi, saremmo probabilmente in difficoltà.</div>
<div></div>
<div>Ma ciò che importa non è questo. Ciò che importa è essere un essere umano con un altro essere umano, riconoscere l’altra persona come un essere “che è lì”. Questa è la cosa più importante.”- Eugene Gendlin,fondatore de “The Focusing Institute”</div>
<div></div>
<div>Il Focusing è difficile da descrivere a parole, sebbene sia diventato ampiamente accettato come una pratica altamente efficace per la guarigione. Davide I. Rome, Direttore del Programma delle iniziative del Garrison Institute e Presidente del consiglio d’amministrazione del Focusing Institute, ha descritto il Focusing, in un articolo sul Shambhala Sun, come “la pratica di portare una attenzione gentile e interessata alla propria esperienza sentita nel corpo. “Sentita nel corpo” qui significa il tono (tessuto) non verbale o il sentire che si trova prima o sotto le nostre formazioni concettuali. Ciò può essere vissuto come un vago senso corporeo che è molto più di qualcosa di semplicemente fisico, è il modo in cui il nostro corpo porta la nostra particolare situazione in questo preciso momento. Questo senso corporeo o “felt sense” (sensazione significativa), come è chiamato comunemente, non è la stessa cosa del sentire le emozioni. Quando notiamo il felt sense per la prima volta, esso non ha una specificità, sembra non avere un riferimento, non è concettuale. Ma quando usiamo il processo del Focusing per stare con il felt sense e prestargli ascolto, questo può essere messo a fuoco più chiaramente (da qui il nome Focusing) e si può ‘aprire’ in una maniera che ci dà una nuova comprensione della nostra situazione.”</div>
<div></div>
<div>Nell’agosto 2006, il Garrison Institute ha ospitato per una settimana la Scuola Estiva organizzata da “TheFocusing Institute”. D. Rome ha colto questa opportunità per avere una conversazione con due insegnanti di Focusing molto note ed esperte. Ann Weiser Cornell, che ha studiato all’Università di Chicago con Eugene Gendlin, il padre del Focusing, insegna da molti anni e le viene riconosciuto il merito di aversignificativamente sviluppato la pratica.</div>
<div></div>
<div>Atsmaout Perlstein si è formata anche lei a lungo con Gendlin, ha fondato il Centro di Focusing di Israele ed è un’insegnante esperta che lavora attivamente con vittime di trauma in Medio Oriente e in altre parti del mondo.</div>
<div></div>
<div>Rome: Come descrivi il Focusing alla gente che non ne sa nulla?</div>
<div></div>
<div>Cornell: Il Focusing è un processo di consapevolezza che rivolge una gentile attenzione a qualcosa chesentiamo nel momento presente, che ha a che fare con le situazioni che viviamo, ma che non abbiamo ancora articolato neanche con noi stessi. Quello che fa la differenza con altri metodi è il concetto di “felt sense” che Gene Gendlin ci ha dato. Ha sviluppato il Focusing negli anni ’50-’60 a partire dalla ricerca suglielementi  che   rendono  efficace  la   psicoterapia   ed   anche  dalla   sua  comprensione  della  “filosofia</div>
<div></div>
<div>dell’implicito”. La Filosofia dell’Implicito è l’idea che quello che noi diciamo e pensiamo, in realtà, si costruisce da qualcosa di più profondo che non è formato ancora in parole. E’ l’idea che al di sotto delle nostre parole c’è sempre questo senso che è “più-delle-parole”. Non è la stessa cosa di una emozione osemplicemente una sensazione corporea.</div>
<div></div>
<div>Rome: Come funziona il Focusing nell’aiutare le persone a guarire da esperienze traumatiche? Cornell: La situazione traumatica viene portata nel corpo. Le persone spesso affrontano il loro trauma chiudendolo da una parte dentro di se; non hanno risorse sufficienti e sostegno per poter volgersi verso tali esperienze e contenerle in un modo gentile e delicato, così esso rimane contenuto nel loro fisico e non riescono a guarire. Con il Focusing rivolgiamo un processo compassionevole di attenzione verso la situazione, in cui invitiamo la persona a volgersi alla propria esperienza corporea sentita nel momento e la ascoltiamo con attenzione e curiosità aperta e interessata, in modo da permetterle di esplorare gentilmente il proprio felt sense.</div>
<div></div>
<div>Perlstein: Stiamo parlando di vita intelligente o saggezza del corpo che conosce esattamente ciò che è necessario. Attraverso il Focusing, possiamo insegnare alle persone ad essere i guaritori di se stessi, incollaborazione con il proprio organismo, questo corpo che esperisce ogni situazione. Insegniamo alle persone a creare in loro il senso di sicurezza e fiducia verso questo processo, in collaborazione con il proprio osservatore interno.</div>
<div></div>
<div>Cornell: Il Focusing ci invita a volgerci direttamente alla nostra sorgente interna che è più-che le parole. Perlstein: Possiamo insegnare a coloro che svolgono professioni d’aiuto come prendersi cura di se stessi,così il loro corpo non andrà in “burn-out” per il loro continuo lavoro con il trauma. Insegniamo loro ad essere empatici e ad usare il Focusing per accompagnare gli altri alla guarigione e a fare lo stesso per sestessi nella loro vita, perché siamo tutti umani e vulnerabili. Ho una grande passione riguardo a questo perché mi piacerebbe che il mondo intero fosse in contatto con questo processo. Allora potremmo avere un mondo migliore.</div>
<div></div>
<div>TRADOTTO DA ROSANNA CAMERLINGO DA ” GARRISON INSTITUTE” NEWSLETTER, NUMERO 4 – AUTUNNO 2006</div>
<div></div>
<div>PER MAGGIORI INFORMAZIONI SUL FOCUSING E SUL FOCUSING INSTITUTE DI NEW YORK, VISITA IL SITO WWW.FOCUSINGINSTITUTE.ORG.</div>
<div></div>
<div>CONTATTI IN ITALIA SUL SITO, FRA QUESTI:</div>
<div></div>
<div>NAPOLI, ROSANNA CAMERLINGO SOCIOLOGA E PSICOLOGA, COORDINATOR E TRAINER CERTIFICATA DEL FOCUSING INSTITUTE DI NEW YORK</div>
<div></div>
<div>CELL +39.338 3091192</div>
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		<title>L’inconscio è il corpo (E.Gendlin)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valerio L2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2020 10:28:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venticinque anni fa, quando il Focusing era ancora una novità, provocai stupore in un mio collega d’università sostenendo che “l’inconscio è il corpo”. Oggi, l’importanza del corpo quale fonte d’informazione e di cambiamento rappresenta un concetto ormai assodato, sebbene le modalità per utilizzare efficacemente tale fonte non siano ancora del tutto note. Solo attraverso la </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Venticinque anni fa, quando il Focusing era ancora una novità, provocai stupore in un mio collega d’università sostenendo che “l’inconscio è il corpo”. Oggi, l’importanza del corpo quale fonte d’informazione e di cambiamento rappresenta un concetto ormai assodato, sebbene le modalità per utilizzare efficacemente tale fonte non siano ancora del tutto note. Solo attraverso la “comunità del Focusing” è possibile ricevere istruzioni adeguate e comprovate per accedere direttamente alla conoscenza del corpo eai passi nuovi che ne scaturiscono.</div>
<div></div>
<div>Oggi le persone vivono ponendosi a distanze diverse da questa fonte corporea. Ai terapisti suggerisco: “Quando i vostri clienti dicono qualcosa di importante, ponete la vostra mano tra lo stomaco e il petto e chiedete loro: “se ora si concentra su questo punto, cosa avverte nel suo corpo?”. La terapia diventerà dasubito più profonda con i clienti che sono già vicini a questa fonte, mentre gli altri vi domanderanno: “Che cosa intende?”</div>
<div></div>
<div>Verificate voi stessi. Fate attenzione da dove, nelle mie prossime frasi, non riuscite più a capire di cosa io stia parlando. Possiamo portarvi più lontano a partire da lì.</div>
<div></div>
<div>Tutti voi possedete un senso corporeo che vi orienta. Sapete chi siete e come siete arrivati qui, in questa stanza, a leggere questa pagina. Non avete bisogno di rifletterci per averne coscienza. Riuscite a percepire fisicamente questa conoscenza e ad identificarla facilmente nel vostro corpo. Questa conoscenza corporea,però, può spingersi ancora molto più in profondità. Potete imparare come far si che si formi un più profondo senso corporeo in relazione a ogni specifica situazione. Il vostro corpo “conosce” ognuna delle vostre situazioni nella sua complessità, molti più aspetti di quanti ne possiate pensare. E’ qui che potete trovare una intricata conoscenza corporea e nuovi passi che vogliono emergere, e che lo faranno se avretela pazienza di aspettare.</div>
<div></div>
<div>Una volta raggiunto questo livello più profondo, bisogna fare pratica per rimanerci. Nei momenti difficili la maggior parte delle persone non riescono a rimanere in contatto con il senso corporeo della situazione perun tempo sufficiente all’arrivo dei passi di cambiamento. Noi possiamo insegnarvi come riuscirci. Molte persone non sanno come far si che la sensazione significativa oscura “si apra” in un intero campo di intricati dettagli da cui emergono nuovi passi di pensiero e azione.</div>
<div></div>
<div>Il Focusing è, oggi, una rete mondiale. Coloro che conoscono il Focusing si chiedono: “Quale potrebbe essere a questo punto il prossimo passo?”. Ciò può sembrare folle per la restante parte della società. Come possono nuove idee realistiche e nuovi passi d’azione emergere dal corpo? Non è forse il corpo nient’altro che una macchina? Come è possibile che da esso giunga più di quello che l’evoluzione, il linguaggio e la cultura hanno già inserito in esso?</div>
<div></div>
<div>In filosofia gli “oggettivisti” sostengono che l’esperienza umana sia un’illusione che proviene dalle strutturecerebrali e da fattori chimici. I loro oppositori, i “relativisti”, sostengono invece che l’esperienza umana non</div>
<div></div>
<div>sia altro che il prodotto di una delle tante culture, storie e lingue, e che al di sotto di tale varietà vi sia il nulla.</div>
<div></div>
<div>La mia filosofia porta a nuovi concetti in fisica e in biologia e si propone di capire il corpo umano in un modo diverso, Il nostro corpo non è una macchina ma, piuttosto, un’interazione meravigliosamente complessa con tutto ciò che ci circonda, il che spiega perché esso «sappia” così tanto, semplicemente essendo. Gli animali vivono tra loro in maniera complessa, senza cultura né linguaggio. Non sono, dunque, le diverse culture a crearci: esse aggiungono solo elaborazione, Il corpo vivente va sempre oltre quello chel’evoluzione, la cultura e il linguaggio hanno già costruito. Esso sta sempre abbozzando ed esplorando alcuni passi successivi. Il vostro processo del vivere fa sì che la nuova evoluzione e la nuova storia abbianoluogo “ora”.</div>
<div></div>
<div>Potete percepire il vostro corpo vivente direttamente sotto i vostri pensieri e memorie e sotto e vostre emozioni consuete. Il Focusing ha luogo ad un livello più profondo di quello dove si trovano le vostre emozioni. Sotto di esse, infatti, potete scoprire una “zona oscura” percepibile fisicamente, cui potere accedere e far aprire. Si tratta della fonte da cui emergono nuovi passi. Una volta scoperta, essa rimane sul fondo come una presenza tangibile.</div>
<div></div>
<div>La politica sociale presuppone ancora che gli esseri umani e gli animali non siano altro che ciò che la scienza presenta. L’ingegneria genetica, ad esempio, è ora occupata a creare un animale mezzo mucca emezzo maiale, dalla carne completamente priva di grassi. Una ditta si accaparrerà il controllo del mercato di animali agricoli, senza curarsi della sofferenza della “mucca-maiale”. Molto simile è il modo in cui gli uomini interagiscono spesso tra loro. L’umanità scompare nel tipo di scienza attuale. La nostra scienza nonè nemmeno in grado di studiare gli stessi scienziati e il modo in cui essi elaborano i concetti scientifici.</div>
<div></div>
<div>La scienza non è un gioco. La sua veridicità si basa su prove empiriche. Nessuno vorrebbe mai salire su un aeroplano non sperimentato. Abbiamo bisogno delle nostre splendide macchine per lavorare, ma il sistema di fondo di questa scienza rende tutto ciò che essa studia una macchina.</div>
<div></div>
<div>Questo genere di scienza non può essere l’unico. La scienza olistica dell’ecologia dimostra che è possibile far riferimento a più scienze. La mia filosofia ne aggiunge un altro tipo, una “scienza in prima persona”, in grado di studiare se stessa! Essa si centra sul corpo percepito dall’interno, dove cose nuove emergono.Attraverso il Focusing, abbiamo sviluppato il Thinking At the Edge” (TAE) (Pensare ai limiti…del nuovo), un insieme di passi che si possono imparare e che vi consentono di dare forma a qualcosa di nuovo nel campo in cui lavorate.</div>
<div></div>
<div>La nostra ricerca sul Focusing è solo un piccolo esempio di questa nuova scienza dalle grandi potenzialità.Una lunga serie di studi su registrazioni audio e test mostra che la terapia è maggiormente efficace se i clienti focalizzano. Sono stati valutati anche molti altri effetti del Focusing, come il miglior funzionamento del sistema immunitario. Il Focusing ha inoltre trovato applicazione in diversi ambiti come la scuola, gli affari, i gruppi spirituali, la scrittura creativa e molti altri.</div>
<div></div>
<div>Quando le persone scoprono per la prima volta le potenzialità del Focusing, potrebbero pensare di aver trovato tutto ciò di cui hanno bisogno. In effetti il Focusing aggiunge un livello corporeo più profondo ad</div>
<div></div>
<div>altre metodiche ed è in grado di renderle più efficaci. E’ trasversale agli altri metodi e dovrebbe essere combinato con qualsiasi cosa può farci crescere come persone.</div>
<div></div>
<div>Più di 600 formatori di Focusing certificati in tutto il mondo sono disponibili per sedute telefoniche. Essi possono introdurvi al Focusing… Potete poi trovare un “compagno di Focusing” nel nostro sito internet, qualcuno con cui scambiare sedute di Focusing, spesso anche per telefono. Lo scambio di Focusing alla pari non è come essere amici, parenti o fare terapia; rappresenta piuttosto una nuova istituzione sociale. Ve ne spiego la necessità.</div>
<div></div>
<div>Le abitudini e i ruoli culturali che, un tempo, determinavano le relazioni tra persone sono, ora, insufficienti.Dobbiamo introdurre novità ogni giorno, trovare nuovi modi di essere donne, uomini, genitori, insegnanti, dirigenti, anziani, giovani. Le nostre relazioni strette tendono a rompersi. La gente dice: “Sembra che nessuno sia adatto a me”. Ogni persona è intricata dentro e isolata. La moderna società urbana è atomizzata.</div>
<div></div>
<div>Tempo fa sembrava che, esprimere i nostri sentimenti semplicemente, ci avrebbe aiutato nelle nostre relazioni intime. Bastava solo tirare fuori tutto. Ciò che l’altra persona ascolta però, può essere ben diverso da ciò che voi intendete dire…. Non solo, spesso noi reagiamo con modi che bloccano l’altro.</div>
<div></div>
<div>I terapeuti riescono ad ascoltare i clienti con molta più facilità di quanto fanno con le persone che sono loro più vicine. Con queste ultime tutta la nostra vita si innalza o sprofonda ad ogni piccolo passaggio cheascoltiamo. E’ tuttavia possibile accompagnare tranquillamente i clienti a livelli più profondi dove emergono i passi del cambiamento e della guarigione. Allora i clienti riusciranno a interagire con le persone più vicine in maniera molto più profonda e libera. Il nuovo schema relazionale dello scambio di Focusing mette a disposizione di tutti questo vantaggio della terapia. Avere un partner di Focusing non costa nulla. Si fa a turno ad ascoltare e a focalizzare. Questa nuova istituzione sta modificando l’atomizzazione della società.</div>
<div></div>
<div>Durante il mio turno ora resto in silenzio ora parlo, a seconda della mia necessità. Non dico nulla che io non voglia. Esprimere la mia interiorità più profonda mi dà la possibilità di ascoltare me stesso e di vivere con coerenza in un’interazione ricettiva.</div>
<div></div>
<div>I Partner non consigliano, non giudicano e non fanno commenti. E’ possibile che essi ripetano qualcosasemplicemente per verificare: “Credo tu voglia dire che …”. C’è solo bisogno che dicano quando non riescono più a seguirci, così che possiamo riformulare quello che abbiamo appena espresso. Il mio partnersarà molto attento per afferrare ogni sfumatura di quello che voglio dire.</div>
<div></div>
<div>Una pratica regolare di scambio di Focusing e ascolto migliora enormemente la vita. Non saprei cosa faresenza. In realtà, io ho due partnership di Focusing. Uso il mio tempo per praticare il Focusing o per qualsiasi altra cosa io voglia. Quando arriva il mio turno, sento che è arrivato un momento tutto mio. E’ possibile che sappia già cosa voglio, oppure posso prendermi qualche minuto per fare una esplorazione interiore. Penso: “Potrei parlare di questo… o forse di quello… ,bene, forse è meglio che prima focalizzi insilenzio… “.Posso scegliere tra tutto questo.</div>
<div></div>
<div>Con il Focusing si prende coscienza che l’essere umano che ci sta di fronte è molto più di qualsiasi metodo,sistema di credenze, scopo o progetto. Limitiamo ogni nostra azione nell’interesse di ciò che è sempre la cosa più importante: tenere compagnia alla gente in modo non intrusivo con qualsiasi cosa essi siano alle prese. Dare alle persone null’altro che la nostra semplice presenza, permette loro di essere e di respirare,ascoltare ciò che vogliono trasmettere senza aggiungere altro. Questo metodo assicura la massima vicinanza con la minima imposizione.</div>
<div></div>
<div>Introduzione all’edizione inglese del libro “Focusing” (2003) – E. T. Gendlin, Ph.D.</div>
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		<title>Mi sono innamorata del Focusing</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valerio L2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2020 10:24:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi sono innamorata del Focusing, in realtà, perché l’avevo già scoperto dentro di me. Come sempre in tutte le cose e le esperienze della vita, ciò che accade quando conosci qualcosa e ti risuona dentro così forte come un gong, è che l’hai riconosciuta. Ed io ho ri-conosciuto il Focusing. Tutto cominciò con una domanda </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>Mi sono innamorata del Focusing, in realtà, perché l’avevo già scoperto dentro di me. Come sempre in tutte le cose e le esperienze della vita, ciò che accade quando conosci qualcosa e ti risuona dentro così forte come un gong, è che l’hai riconosciuta. Ed io ho ri-conosciuto il Focusing.</div>
<div></div>
<div>Tutto cominciò con una domanda interna fra le tante, la più insistente ad un certo punto del percorso, che riguardava il “Chi sono io?”</div>
<div>Questo era il mio demone interno, cercare echi di risposte a questa domanda quello che mi accendeva di passione e mi divorava ed è a questo che in qualche modo mi dedico ancora. Ma ben presto scoprii che me stessa era una folla, che ogni volta c’era battaglia e non era così facile ascoltare se stessi. Da quella prima domanda ne scaturirono altre Come ascoltare se stessi, in che modo? Chi era me stessa e quali erano realmente le risposte in quel ribollire interno che sentivo, in cui tutto sembrava agitarsi e cozzare contro tutto?</div>
<div></div>
<div>Dopo un lungo viaggio, che vi risparmio, mi accorsi che qualcosa c’era che non mentiva e a cui dare ascolto, era il corpo. Il corpo parla, ma soprattutto il corpo sa, mi accorsi anche che poteva emergere un simbolo e addirittura che si potevano porre domande.</div>
<div>Il linguaggio dell’Unione mi condusse lontano, in un percorso ineguagliabile per ricchezza e fecondità. Cominciai a sperimentare con i gruppi, ma erano intuizioni poco organizzate, seppur sostenute da un’incrollabile certezza, ma il mio metodo era molto empirico ed intuitivo.</div>
<div></div>
<div>Poi ho incontrato il Focusing, è stata un’esplosione dentro, ricordo bene il senso incredibile di eccitazione e di gioia. Ho scelto di specializzarmi in questo percorso e poiché ero alla mia seconda laurea, in psicologia, dopo quella in sociologia, ho svolto la mia tesi su “Eugene T. Gendlin e il Focusing. Il contributo di ET. Gendlin alla psicoterapia esperienziale, al counselling, all’educazione” Resta la domanda, ma cos’è il Focusing?</div>
<div>Il Focusing è nato negli anni ’60 ad opera di Eugene Gendlin, filosofo e psicologo ebreo-austriaco nato in Europa ed arrivato negli U.S.A con la famiglia, per sfuggire alle persecuzioni naziste. Diventa allievo e quindi amico e collaboratore di C.Rogers, condivide con Rogers la ricerca della relazione tra l’esperienza e la simbolizzazione. Gendlin incaricato da Rogers diventa il Direttore del famoso Progetto Wisconsin e continua con le ricerche, cominciate nel Wisconsin, per verificare quando una psicoterapia risulti efficace. Ha già messo a punto con i suoi collaboratori ed utilizzato nel Wisconsin, l’Experiencing scale, uno strumento d’investigazione importante; una scala in grado di apprezzare e identificare le differenti funzioni e i livelli di experiencing attraverso le sessioni terapeutiche. Sarà l’experiencing il fulcro delle sue ricerche ovvero, il processo dell’esperienza e della relazione tra l’experiencing e la formazione dei concetti. Gendlin, come filosofo e psicologo ha continuato ad approfondire queste tematiche sulla scia di Dilthey ed Ortega y Gasset. Ha incontrato Rogers che chiedeva di comparare la simbolizzazione con l’experiencing per vedere in che modo la terapia rendesse i clienti più coscienti della loro esperienza. Gendlin sostiene che esperienza e simbolizzazione sono presenti entrambi. Dalla scala esperienziale e dalle ricerche seguenti nasce il Focusing. Gendlin raccoglie con i suoi collaboratori, migliaia di ore ed ore di registrazione di psicoterapia relative a vari modelli, (psicoanalisi, Gestalt, terapia cognitivo-comportamentale, bioenergetica, psicodramma) Insieme con i suoi collaboratori verifica che soddisfatte le condizioni  relative ai terapeuti,  descritte da  Rogers</div>
<div></div>
<div>Mi sono innamorata del Focusing – dott.sa Rosanna Camerlingo p.1/3</div>
<div>(congruenza, considerazione positiva incondizionata ed empatia) è il cliente a fare qualcosa che determina o meno la guarigione o il miglioramento. Per Gendlin è centrale l’idea che l’experiencing umano sia estremamente complesso, che può essere reso sia concettualmente che linguisticamente in modo limitato. Ma seppure l’experiencing è sempre più che concetti, se stiamo con esso, in presenza del nostro experiencing, da esso potranno emergere parole e simboli, in grado di rendere comunicabile il processo. Possiamo verificare le parole rispetto all’esperienza e quindi attraverso una parola, una frase, un’immagine o quant’altro possiamo essere capaci di esprimere esattamente l’esperienza. Gendlin usa spesso l’esempio di un poeta che lotta per catturare l’ultimo verso, eppure egli ha il senso di ciò che deve essere l’ultimo verso. E’ questo senso che G. chiama felt sense o sensazione sentita significativa. Quando arriva la parola o la frase o l’immagine giusta c’è una sensazione di sollievo, anche se si tratta di qualcosa che al cliente nonpiace.</div>
<div></div>
<div>Da quella ricerca emerge che i clienti che guariscono o migliorano sono coloro che fanno riferimento ad un referente interno o felt sense, un referente che cercano a volte con difficoltà, nel corpo. Il cliente contatta la sua esperienza viva, autentica e spesso con difficoltà la traduce in parole, cercando le frasi, le immagini come se dovessero corrispondere in modo perfetto a ciò che sta provando. Il cliente focalizza su una sensazione significativa che sente nel corpo (felt sense) Gendlin ha voluto rendere possibile a tutti la possibilità di focalizzare, non lasciare che potesse accadere oppure no, ha voluto strutturare il Focusing perché tutti potessero imparare a essere in contatto con il proprio vivo e immediato processo di esperienza e non con le strutture che abbiamo costruito. Focalizzare è un processo di consapevolezza chetutti gli esseri umani conoscono, ma a cui non tutti sono in grado di tornare. Il Focusing si può imparare, ma non tutti lo imparano, il Focusing è semplice, ma estremamente complesso.</div>
<div>Per me il Focusing assomiglia al nuotare quando per respirare sei con la testa di lato appena fuori dall’acqua, in superficie, per poi di nuovo lasciare che la testa sia coperta dall’acqua. Si tratta di un continuo andare appena sotto il conscio e poi tornare su, è una danza, è un lasciarsi andare con la fiducia che emergeranno vari significati e che qualsiasi cosa arrivi, anche se spiacevole, sarà un sollievo, perché ilcorpo allenterà da qualche parte e il processo che era congelato riprenderà a fluire. Affioreranno le informazioni che occorrono e si potrà accogliere ciò che non era ancora a disposizione, nella nostra consapevolezza.</div>
<div></div>
<div>Con il Focusing si ha l’accesso alla saggezza organismica, perché il corpo sa e può anche dire e quando parliamo di corpo non intendiamo naturalmente un ammasso di cellule organi e muscoli, ma è molto di più. Il corpo, in questa accezione, è l’essere al mondo. Spesso noi stessi e i nostri clienti non siamo veramente in contatto con il nostro experiencing, con la nostra complessità esperienziale, invece di notare cosa stiamo sentendo proprio adesso, in relazione a questa situazione nella sua complessità, rispondiamo in “un modo legato alla struttura”. Il nostro processo d’esperienza (experiencing) si è congelato in una forma particolare e non siamo consapevoli. Per es. al comportamento attuale del nostro capo reagiamo come a lui in quanto autorità, non percependo la situazione in questo momento nella sua ricchezza e immediatezza, nella sua complessità. L’esperienza è limitata perché è riferita ad una struttura già data. Per lasciar emergere qualcosa di nuovo dobbiamo permettere a noi stessi di immergerci nella complessità e nella ricchezza del processo dell’esperienza (experiencing) e da lì lasciare che qualche nuova struttura possa venir fuori, che il processo venga “portato avanti”. La nuova struttura potrà essere nuovamente modificata in relazione all’experiencing e rimpiazzata da qualcos’altro.</div>
<div>Questo modo di centrare il cambiamento terapeutico e non solo, sul processo, implica una metaposizione e Gendlin infatti non opera al livello delle teorie ma si tratta di una metateoria perfettamente contestualizzata nel paradigma della complessità.</div>
<div></div>
<div>E allora finisce la separazione tra meccanicismo e olismo, il corpo è un processo ed è in un processo continuo, ma la cosa più difficile può essere entrare in contatto con il processo dell’esperienza. Con il Focusing noi diamo una interessata, delicata e gentile attenzione alla sensazione sentita nel corpo in un questo momento. Il felt sense o sensazione sentita significativa consiste nel tessuto non verbale o nel sentire che si trova prima o sotto la nostra formazione concettuale. Ciò può essere vissuto come un vago senso nel corpo che è molto più di qualcosa di solamente fisico, è il modo che ha il nostro corpo di sostenere o portare con sé la nostra particolare situazione in questo preciso momento.</div>
<div>Questa sensazione corporea o “felt sense”, sensazione sentita significativa, come è chiamata comunemente, non è la stessa cosa del sentire le emozioni. Quando notiamo il felt sense per la prima volta esso non ha una specificità, sembra non avere un riferimento, non è concettuale. Ma come noi usiamo il processo del Focusing per essere ed ascoltare il felt sense (la sensazione sentita), questo può far diventare più chiaro il focus (da cui il nome Focusing) e si può ‘aprire’ in una maniera che ci dà una rinnovata comprensione della nostra situazione e quindi una nuova consapevolezza.</div>
<div></div>
<div>Gendlin è professore, ricercatore, terapeuta, trainer e continua a seguire la Filosofia, ha strutturato la Filosofia dell’Implicito e nel suo tentativo di concettualizzare una teoria del cambiamento terapeutico ha sempre dialogato con le altre posizioni. In Italia il suo libro “Focusing” edito da Astrolabio e stato pubblicato solo nel 2001, vi è una ricchezza incredibile nella sua opera, voglio solo ricordare del 1996 il suo atteso ” Focusing Oriented Psychotherapy. Manual of the Experiential Method.” Guilford Press, New York. Si tratta del Focusing integrato con altri orientamenti terapeutici: psicoanalisi, Gestalt, Terapia cognitivo-comportamentale, è il manuale che tanti professionisti attendevano ed è già stato tradotto in molte lingue fra cui spagnolo e giapponese. Attualmente Gendlin vive e lavora a 70 km da New York e si è dedicato a The Process Model, in esso esamina come rendere operativa la filosofia dell’implicito nell’era post moderna. Sta consolidando un metodo Thinking at the edge (TAE), una nuova combinazione tra filosofia, experiencing ed elaborazione esperienziale dell’informazione. I suoi contributi alla psicoterapia esperienziale hanno prodotto un crescente interesse, orientato in parte attraverso il Focusing Institute che conta più di 1000 membri con circa 600 trainers diplomati.</div>
<div>lo spero che l’Italia diventi un luogo d’interesse, formazione e pratica dei contributi di Eugene Gendlin, come già accade negli Stati Uniti, in Canada, in Giappone, Germania, Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Svizzera, Spagna e tutta l’America Latina. Concludo con le parole di E.Gendlin:</div>
<div></div>
<div>“Quando tutti insieme, come società, ci avventureremo in questa complessità organismica, avanzeremo a passi da gigante. Tutto questo cambierà il modo d’intendere noi stessi e di comprendere gli altri esseri viventi. Noi conosceremo noi stessi ad un livello più profondo e in forme diverse. Quello che è più importante è che saremo capaci di sentire direttamente che non siamo mai solo quei concetti e prodotti che noi stessi ideiamo, come fondamento della realtà, come presupposto di essa.</div>
<div>Saremo capaci di sentire direttamente, ogni giorno, sempre più che questo che cominciamo a sperimentare ci porta ad un’apertura sempre maggiore”(1)</div>
<div></div>
<div>Note:</div>
<div>1) C.AIEMANY, PSICOTERAPIA EXPERENCIAL Y FOCUSING. LA APORTACION DE ET.GENDLIN, DESCLÈÈ DE BROWERS,MADRID, 2003. PAG.13</div>
<div>DOTT.SA ROSANNA CAMERLINGO</div>
<div>TRAINER DI FOCUSING</div>
<div></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quello che può portarti l&#8217;influenza..il Mantra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valerio L2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2020 10:17:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giorni di stress..giorni di febbre, con le domande fondamentali che insieme ai dolori ti ronzano nei dolori delle ossa..i libri accumulati accanto..i sogni, le suggestioni, i ricordi, le confusioni. Ma tornano loro dopo trenta anni, seppure mai lasciati, mai. Aurobindo, Mère, Satprem..i miei Guru con Babaji ..più di trenta anni fa. Mentre la febbre brucia </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Giorni di stress..giorni di febbre, con le domande fondamentali che insieme ai dolori ti ronzano nei dolori delle ossa..i libri accumulati accanto..i sogni, le suggestioni, i ricordi, le confusioni. Ma tornano loro dopo trenta anni, seppure mai lasciati, mai. Aurobindo, Mère, Satprem..i miei Guru con Babaji ..più di trenta anni fa. Mentre la febbre brucia la mente e le domande si rincorrono col mantra antico, sempre ripetuto, mai dimenticato, riprendo in mano i vecchi ormai ingialliti libri di Satprem che  mi racconta la Fiaba delle cellule della terra, mi narra di un&#8217;avventura che oggi è di tutti e che hanno cominciato questi giganti negli anni &#8217;50. l&#8217;avventura della coscienza nelle pieghe della materia che si libera di tutti i condizionamenti ed è DIVINA , IMMORTALE.</p>
<p>La domanda &#8220;Quale mantra per me oggi?&#8221;</p>
<p>Il corpo ce l&#8217;aveva già. I libri sul tavolo..letti e sperimentati, magnifici, importanti, ma&#8230;L&#8217;ego si cristallizza nella mente delle cellule, sento questo blocco, che va bene pure, che dà la direzione, che aiuta nella vita quotidiana, ma ritorna il vecchio mantra di Mère e la differenza è di un oceano di onde che viaggia veloce e sottile creando pace, pace infinita. OM NAMO BHAGAVATE&#8217;. OM NAMO BHAGAVATE&#8217;. OM NAMO BHAVAGATE&#8217; . IO SALUTO LA GIOIA SUPREMA.</p>
<p>SATPREM dice &#8220;il mantra di Mère è composto di sette sillabe, è per tutti coloro che cercano di trovare la materia qual&#8217;è davvero, spoglia di tutti i falsi materialismi, che vanno di pari passo con tutti i falsi spiritualismi. Forse si tratta di trovare proprio lo spirito racchiuso nella materia&#8221;</p>
<p>Sono ritornata da dove ero partita trenta anni fa e più. Mi guardo indietro, quanta strada. mio Dio! che meraviglia. EMAO che meraviglia, direbbe un altro incontro importante in questi anni, sono a casa. La mente ancora vuole risposte, non si arrende, anche se il corpo ripete il vecchio mantra. Così mi organizzo per anadare ad ascoltare il corpo, la mia saggezza in fondo, il computer biologico che sa. Lo faccio con un&#8217;antica amica, già allieva, accompagnata da me nel suo percorso di coscienza e conoscenza. Sento che fra  tutte Ida sta sperimentando anche lei la potenza del mantra, sta lavrando con Ho&#8217; oponopono, un altro mantra caro al mio cuore, sperimentato e usato, ma..non so perchè c&#8217;è un ma anche là. Solo il Focusing può portarmi nella direzione delle risposte, così facciamo Focusing alla pari. Ascolto i motivi della mente, del cuore, ascolto le resistenze e le paure dal corpo, dalle sensazioni nel corpo e poi con delicatezza pronuncio i tre diversi tipi di mantra. OM NAMO BHAGAVATE&#8217; ed è l&#8217;oceano delle onde con il senso infinito della pace, solida, compatta. Provo il mantra della mia vita quotidiana. &#8220;IO Rosanna , sono una donna realizzata e sto bene&#8221; . E&#8217; semplice, ma è come se nell&#8217;oceano si sollevassero le isole di acciaio del film di Batman, qualcosa di duro e urticante.</p>
<p>Qualcosa risponde che va bene, è onorevole, ma che necessità c&#8217;è se hai quell&#8217;oceano infinito di definire il tuo nome, che cosa vuoi raggiungere, l&#8217;Universo, la Forza, Il Divino non sa già di cosa ho bisogno e quali sono i miei desideri? Non è stato detto &#8220;Il Regno dei Cieli è dentr o di voi, mettete quello al centro della vostra vita e il resto vi sarà dato in sovrappiù..i gigli del campo non pensano a ciò di cui hanno bisogno, non tessono e non filano..eppure il Padre  pensa a loro&#8221; E infine provo il mantra Ho&#8217; oponopono MI dispiace Perdonami ed è come se una ferita continuasse a tirare fuori pus e materiale infetto..Grazie Ti AMO ed è come se un grande balsamo, due mani dell&#8217;infinita amorevole carezza potessero pian piano guarire quelle ferite fino a farne sparire anche le cicatrici. Mi fermo e torno al mantra di Mère OM NAMO BHAGAVATE&#8217;&#8230;di nuovo c&#8217;è l&#8217;Oceano di onde infinite..e pace, una pace solida e compatta. Ringrazio. Sono tornata a casa. Per il momento mi fermo. Ora tocca a Ida e mentre io facevo il mio processo qualcosa di incredibile è successo a Ida che mi dice &#8220;Sono tornata a casa e qualche lacrima è arrivata..&#8221; e continua, ma anche il suo processo di Focusing è stato completato nel tornare a casa e nel percepire la propria intima e profonda consapevolezza di un&#8217;antica verità per troppo tempo nascosta seppure tanto agognata. E&#8217; cominciata così la nostra giornata, mia e di Ida..tornate a casa. Grazie. Om Namo BHagavatè.</p>
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		<title>Un&#8217;esperienza speciale : report di una sessione individuale di Focusing Voice meeting Focusing Abano agosto 2019</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valerio L2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2020 10:08:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A quel punto le lacrime si confondevano e amalgamavano con il bagnato della mia pelle. Le sentivo scivolare giù sul viso, intriso di un liquido che ora avrei difficoltà a chiamare sudore. Era come un qualcosa di umido, pastoso, quasi viscoso. Come una membrana mi ricopriva il volto e scendeva sul collo, avvolgeva le mie </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A quel punto le lacrime si confondevano e amalgamavano con il bagnato della mia pelle. Le sentivo scivolare giù sul viso, intriso di un liquido che ora avrei difficoltà a chiamare sudore. Era come un qualcosa di umido, pastoso, quasi viscoso. Come una membrana mi ricopriva il volto e scendeva sul collo, avvolgeva le mie braccia che vedevo brillare lucide alla fioca luce della sala. Le mie gambe ne erano intrise. Un calore umido e compatto avvolgeva tutto il mio corpo. Una sensazione di nutrimento e di fluidità mi invadeva. Una sensazione di definizione, come se sentissi che tutta la materia all’interno di questa membrana fossi io, costituisse il mio “me”. Rimasi immobile a respirare dentro questa sensazione nuova, dentro questa umidità vitale. Sentii il corpo tremare, vibrava in quella calma compatta. Ero sbucata dall’altra parte, dall’altra parte di quel tunnel, dal lato opposto da dove tutto era cominciato. Lì la vita non aveva lo stesso sapore. Lì c’era un’energia diversa. All’improvviso non c’era nulla. Un’improvvisa gioia. Non c’era il bisogno di altro né c’era dell’altro. Uno spazio pieno di nulla era palpabile dentro e fuori di me e mi faceva sentire bene.</p>
<p>Mi ero offerta prontamente di lavorare con Rosanna, anzi avevo sentito una vera chiamata a partecipare al suo seminario su Focusing e Voce. Non esitai, nessun altro si era alzato come volontario e questo mi aveva reso più felice, non stavo togliendo nulla a nessuno. La paura di occupare spazio, e spazi non miei, si era incredibilmente messa da parte questa volta ed aveva lasciato che accadesse ciò che poteva accadere. Mi sedetti su quella sedia, trovai facilmente la mia posizione comoda perché ero già comoda con tutto quello che stava per succedere. I colori vivaci e le forme rotonde del corpo di Rosanna mi abbracciavano facendomi sentire a casa. Mi fidavo. La sentivo intensa, spaziosa. Il colore della sua pelle mi diceva che era già stata lì dove io sentivo di voler andare. Il suo sguardo mi raccontava storie di quei mondi. La sua voce mi istruiva sulla leggerezza della paura che avrei incontrato.</p>
<p>Appena presi contatto con il mio corpo, una sensazione nella pancia si fece subito sentire. Uno spazio a forma di luna che si apriva con una fessura in alto rappresentò il primo <em>felt sense,</em> la prima sensazione corporea significativa. Rosanna mi invitò a lasciar affiorare da questo spazio un suono, lo cercai ma nulla emerse. Cosi, per superare la difficoltà di quel momento, decisi di produrne uno. Fu sempre frutto di una decisione spingere questo suono dentro quella fessura. Immensa fu la sorpresa al sentirla pian piano schiudere. Un varco si stava aprendo e mi lasciava scivolare al suo interno. Con un tonfo mi ritrovai dentro e lo dissi “ora sono dentro”. In quel momento ero consapevole di viaggiare ancora tra due mondi, il mentale e il corporeo. Mi godetti quella strana sensazione di sentirmi all’interno di me. Era come se io, me, una parte di me, fosse caduta dentro di me e da lì si muoveva e vibrava. Questa piccola particella di me che all’inizio potevo ancora controllare e guidare all’interno di quello spazio, iniziò pian piano a farsi sempre più grande e ad occupare tutto l’interno del mio ventre. Sentivo che si espandeva verso il pube, spingendo con la forza del suono verso il basso come a conquistare nuove terre. Ricordo benissimo la sensazione di allargamento prima ancora che di espansione. Era come se consapevolmente dirigendo il suono verso una parte e poi l’altra delle viscere, queste si allargassero creando uno spazio più grande. Questa sensazione di fiducia e rilassatezza trovò una barriera improvvisa. Terminato lo spazio fisico corporeo dove espandersi si trovò disorientata. Ora cosa? Ora dove? Sentii all’improvviso il mio respiro spezzarsi e farsi sempre più rado, stavo entrando in apnea. Un senso di ansia, di paura, di disconnessione si impossessò del mio corpo. Poi all’improvviso un qualcosa di scuro, nero, stretto, un sentiero impenetrabile ed impenetrato si manifestò davanti a me. Feci una pausa, consapevole, come a racimolare tutte le mie forze per avviarmi lentamente all’esplorazione. Un’amara sorpresa mi venne incontro. La mia voce era spezzata, nessun suono usciva dal mio corpo. Chiesi aiuto alla mente, che spavalda offrì varie soluzioni. Respira, prendi fiato, spingi dalla pancia, cambia ottava. Penso che in un millesimo di secondo devo averle provate tutte. Nessuna sembrava funzionare. Un suono stridulo e stonato tentava con immenso sforzo di rompere quella barriera. Un inaspettato senso di vergogna mi invase e pervase il mio corpo. Vampate di calore e di colore si muovevano lungo la mia spina dorsale fino a sentirle manifestare in modo che ormai giudicavo evidente, certamente troppo evidente, sul mio volto. Annaspavo. Un senso di disperazione, di sconfitta sconquassò il mio essere in quel momento. Come l’eroe che dopo un lungo e faticoso cammino arriva davanti alla porta del nuovo regno e lì si rende conto di non conoscere la giusta parola magica: nessun <em>abradacabra</em> sembra funzionare.</p>
<p>All’improvviso, credo per la prima volta, presi coscienza di essere seduta su una sedia, in una sala, circondata da varie persone, a respirare ed emettere suoni, ed ora nemmeno più quello. Mi sentii sprofondare. La sensazione di aver tradito le aspettative della platea ed un imbarazzante senso di esposizione emersero prepotenti dal mio corpo. Al fin dei conti stavo esponendo tutto di me, tutta me fuori e tutta me dentro, e in quel momento sembrava quasi che il gioco non ne stesse valendo la candela. Chi avevo pensato di essere, cosa avevo pensato di voler o poter fare? Mi riconnetto ora con l’intenzione iniziale e la ricordo chiara, non era e non era mai stata quella di farmi notare. La forza che mi aveva guidato era stata piuttosto la forza della disperazione e la voglia di incontrare un altro pezzo di me. In quel momento di panico in cui nausea e vertigini facevano vorticare infiniti pensieri nella mia mente, tra questi uno mi salvò: il pensiero di averlo fatto per me, per amore di me stessa. La consapevolezza poi che questo era comunque stato e ahimè continuava ad essere un atto di coraggio, riportò la pressione sanguinea a livelli più fisiologicamente favorevoli. Calmata la mente, accolta anche questa sconfitta, rimasi per qualche lungo minuto, forse secondo, con tutto quello che c’era, ed era tanto. Il nero del tunnel aveva ormai avvolto tutta la sala. Discernevo un’assenza totale di luce e di suoni. Tra tanta assenza, accolsi con gioia l’assenza di quella disperazione. Mi permisi di respirare, il mio corpo era con me e con questo respiro mi ricordò che non ero sola. In quell’oscurità, in quel nulla, in quello spazio senza alcun orientamento lui era lì con me. Lo sentivo. Come un naufrago che si aggrappa all’unica tavoletta di legno in mezzo al mare non curante ormai del terrore della profondità, io mi aggrappai a quel mio corpo ed un senso profondo di commozione, di profonda e infinita commozione mi smosse da dentro. Ero viva. Iniziai a piangere. Da quel pianto un suono, un fievole suono, rotto ma autentico, sottile ma vero emerse dal mio corpo. Come un raggio laser sentii che questa vibrazione penetrava quel tunnel che fino ad un momento prima sembrava compatto nella sua resistenza ed inaccessibilità. Vidi un sottilissimo filo di luce che dal mio mondo, dal mio aldiquà correva direttamente verso un misterioso aldilà. All’improvviso, ed a questo ricordo ancora mi viene la pelle d’oca, una voce, una voce da quell’aldilà mi richiama prima e risucchia poi all’interno di questo tunnel. Cerco di chiedere aiuto alla mia mente per decifrare cosa dice, o per capire cosa stesse accadendo. Non faccio in tempo, è chiaro che è un grido di dolore. Un dolore che mi arriva dritto all’anima e mi trafigge. Un dolore che mi appartiene, ma non solo a me, un dolore che appartiene a tutto il femminile. Porto le mani al viso e mi sento piangere dentro. Un pianto che aveva la qualità di un sottile filo d’acciaio, fino ed indistruttibile allo stesso tempo. Era chiaro per me che qualsiasi cosa avessi fatto o voluto, quella voce che correva su quel filo non mi avrebbe più lasciato. Si era agganciata a me, pescandomi nel mare dell’universo. A questo punto la mia o la sua voce, poco importa, si apre un varco più grande. Si squarcia un passaggio all’interno del tunnel che ormai ha acquisito sembianze di un organismo vivente le cui pareti si allargano per permettere a questo suono di passare. Una voce diversa, un suono a me totalmente sconosciuto e incontrollabile esce ed entra dal mio ventre pervadendo tutto il mio corpo e la sala. Ottave differenti si modulano e si intrecciano come onde ed amplificano questa sensazione di luce e di espansione, chiaramente un qualcosa che non potevo né volevo controllare. Un caleidoscopio di suoni e colori si imprime sulla mia pelle aiutato da un liquido viscoso che ormai copiosamente fuoriesce da tutti i miei pori e lava il mio corpo. Mi sorprendo e allo stesso tempo provo pudore nel riconoscere una strabordante bellezza e sensualità irradiare da tutta me stessa e toccare sensorialmente le persone presenti. Alcune delle loro testimonianze e gli occhi incontrati al mio ritorno in sala mi confermarono che questa esperienza aveva diffuso registri armonici che avevano raggiunto molti. In quel momento così intimo e delicato incontrai volentieri le mani di Rosanna su cui altrettanto volentieri appoggiai delicatamente le mie, pervase da un lieve ma consistente tremore. Rosanna lo sentì e mi disse “ci sono, non puoi cadere”. Mi abbandonai totalmente, lasciai andare tutto. Un senso di vulnerabilità ora mi proteggeva. Colta di sorpresa da questo aspetto rifletto se non è forse da questa vulnerabilità che sente di poter emergere la mia sensualità. Forse è dal coraggio di cadere e non nascondermi che emana come un aroma questa mia sensualità.</p>
<p>Il feedback di M. un ragazzo presente in sala confermò questa mia esperienza. Confermò che questo aroma era palpabile e reale, ed era attivo. Questo aroma del femminile vulnerabile ma strabordante, aveva agito sul maschile risvegliandolo. Il maschile, scoprii con gratitudine, aveva accompagnato questa mia esperienza. Era stato accanto a me, dentro di me.  Si era espanso e si era spaventato anche lui davanti a quella barriera. Sicuramente la sua energia mi deve aver supportato nel momento in cui sono caduta in ginocchio sconfitta davanti a quella parete insormontabile. Là davanti a quella parete c’era la sconfitta di entrambi. Una vera cosmogonia sembrava aveva preso vita dentro di me: la fecondazione, la gestazione, il parto. Ho avuto il privilegio di mettere il mio corpo e la mia energia a disposizione di questa opera alchemica di trasformazione. Ed io trasformata ora mi sento, rinata, con il volto trasfigurato da una luce che emana da dentro, una luce che viene riflessa da quella membrana umida che ancora mi sento addosso. Mi hanno detto, e io stessa ho sentito, di avermi vista seduta intorno al fuoco intonando canti di protezione con altre donne Sioux, mi hanno visto vagare nelle steppe della Mongolia, mi hanno riconosciuto come Shakti nella valle dell’Indo. Un frammento dell’essenza cristica di Maria Maddalena hanno visto manifestato in me. Ed io sento ora come se tutte queste esperienze mi fossero state tatuate sul corpo come una mappa di costellazioni, affinché la mia anima si orienti e non dimentichi cosa sia venuta a fare anche in questa reincarnazione.</p>
<p>Manuela Caputi  Abano  agosto 2019 workshop Focusing Voice con Rosanna Camerlingo</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Report da una sessione individuale di Focusing Voice con Manuela e del workshop di Abano agosto meeting Focusing Italia 2019</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valerio L2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2020 10:08:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Focusing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>REPORT del workshop FOCUSING VOICE al meeting Focusing Italia  ABANO agosto 2019 di Rosanna Camerlingo psicologa clinica coodinator e trainer TIFI che ha strutturato l’applicazione Focusing Voice dal Focusing di E.Gendlin Sono seduta di fronte a Manuela. Siamo nella sala grande ad Abano, so che Manuela è stata coraggiosa nell’ offrirsi di lavorare in sessione individuale </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>REPORT del workshop FOCUSING VOICE al meeting Focusing Italia  ABANO agosto 2019</p>
<p>di Rosanna Camerlingo psicologa clinica coodinator e trainer TIFI che ha strutturato l’applicazione Focusing Voice dal Focusing di E.Gendlin</p>
<p>Sono seduta di fronte a Manuela. Siamo nella sala grande ad Abano, so che Manuela è stata coraggiosa nell’ offrirsi di lavorare in sessione individuale con me, con il Focusing Voice, una coordinator a lei sconosciuta, davanti all’intero e numeroso gruppo, di circa trenta persone. Durante la presentazione, nella prima parte di questo mio breve seminario, il gruppo è stato ben preparato a sostenere chiunque volesse esporsi e quindi donare a tutti il proprio processo di Focusing Voice. Ho sentito che questo gruppo è in grado di supportare, contenere e viaggiare insieme, ma sapro’ se è vero solo in situazione e in più sono arrivata in sala, dopo un momento di forte dubbio sulla scelta della mia programmazione per questo seminario, nonostante i tanti anni di conduzione di gruppo. Alla fine dopo una feconda condivisione con la mia compagna di stanza, Donatella, sono riuscita a centrarmi e a essere in presenza, connettendomi con la sapienza profonda del mio organismo. Durante tutta la prima parte, sono restata fortemente connessa alle parole, perché fluissero dall’esperienza viva che porto riguardo al Focusing Voice, riconnettendomi alla ricerca di Gendlin cominciata proprio per comprendere il rapporto e la corrispondenza fra l’esperienza viva e i relativi simboli, come lo sono le parole che cercano di descriverla, ben sapendo che “ l’ esperienza viva è sempre molto di più che le parole”. E tutto il mio intento mentre parlavo ai partecipanti al seminario del mio lavoro, era quello di essere fortemente radicata nell’esperienza viva del Focusing Voice  e di tutto ciò che io porto dalla mia ricerca e che io sono, per fare emergere da là, da quel referente diretto interno, come all’inizio Gendlin chiamò il felt sense, le mie parole, certa che in questo modo sarebbero arrivate al meglio insieme al senso del Focusing Voice a tutti i partecipanti al seminario. Naturalmente sono consapevole che gioco in casa, sono fra persone che conoscono il Focusing, amano il Focusing e  molte lo praticano con una certa assiduità, almeno spero e alcune insegnano il Focusing o sono in formazione, quindi il mio lavoro fluirà in modo molto più semplice che con qualsiasi altro gruppo. E ringrazio dal cuore per tutto questo. Sento che il gruppo è pronto, attento, saldo e accogliente. Le condizioni di sicurezza sono rispettate. Consapevole di avere solo tre ore ho scelto di offrire una sessione individuale a chi sarà disponibile, dopo la breve presentazione del Focusing Voice e quindi di condurre il gruppo in un’esperienza di meditazione canora.</p>
<p>Manuela si è offerta e ora è seduta di fronte a me. Sento la sua motivazione molto alta e la sua determinazione molto forte, sono in una posizione  corporea e psichica di estrema accoglienza e disponibilità. Guido brevemente Manuela in una breve sintonizzazione, poi la invito a usare il suono della sua voce dopo essersi connessa al felt sense, a lasciare emergere la sua voce da dentro. Uso poche parole e osservo che Manuela entra abbastanza fluidamente nell’esperienza. Rifletto il suo respiro e le sue posture, Manuela ha gli occhi chiusi, ma so con certezza che mi sente e io sento lei. Il campo che si sta formando è forte, ma è anche in osmosi con il campo dell’intero gruppo e anche questo si percepisce. ” INTERAZIONE in the first” dice  Gendlin e sta accadendo. Nel Focusing Voice i suoni possono non essere piacevoli, possono essere dissonanti, possono essere sottili o potenti, flebili o alti, sussurrati o gridati. Sempre di più sentiamo la voce di Manuela venire su, esplorando e portando con sé nell’espressione dalle sue viscere, letteralmente un mare di sofferenza, la sofferenza del suo femminile ferito. Non ci sono parole, solo i suoni della voce di Manuela , ma tutti sentiamo, percepiamo in modo chiaro e netto con cosa  è in contatto la nostra compagna di viaggio. Dopo un po’ di minuti Manuela  fa fatica, è provata anche fisicamente, ha cominciato a sudare copiosamente. Il gruppo a cerchio intorno a noi sostiene con forza, con empatia, in solidità, non ci sono flessioni di sorta, ci sono tutti e tutte e il campo è pieno e potente. So in qualche modo di stare partecipando ad un rituale di guarigione, qualcosa di molto antico che la presenza del gruppo/comunità rende ancora di più assolutamente possibile e semplice: fare collassare nella funzione d’onda che è disponibile  già nel campo, questa possibilità di guarigione.</p>
<p>La voce è un laser che va dentro, la voce è anche il campo che sostiene, si distende e accoglie. La voce di Manuela sembra pescare ma ancora di più venire direttamente dai sotterranei del suo corpo, dal suo psichismo uno adesso col suo organismo, dal suo essere al mondo. Ad un certo punto Manuela è visibilmente stanca e in difficoltà a continuare perché è faticoso e doloroso questo processo, ma continuando pervicacemente a restare ad occhi chiusi, dice con voce emozionata, ma decisa “ Non ce la faccio più..” Ma poi con un incredibile atto di generosità verso il gruppo e verso se stessa continua “ Non ce la faccio più..ma continuo, lo faccio per voi” riferendosi chiaramente al cerchio intorno a noi, alla presenza del campo formato dal gruppo intorno a noi, che supporta in modo saldo, empatico, caldo e accogliente e soprattutto non giudicante. E ancora qualcosa cambia, è come scendere a un livello più profondo, ad uno strato ancora precedente, Manuela ha attraversato col suono della sua voce la propria personale sofferenza del suo  genere, la sofferenza del suo femminile ferito in questa vita, ma adesso sta attraversando e si sente con una forza indescrivibile tutta la sofferenza del femminile maltrattato, violentato, ignorato, massacrato di tutte le donne, tutta la sofferenza che è stata chiusa e sigillata per secoli, per millenni nelle nostre cellule e che risiede anche nella coscienza collettiva. Manuela continua come un’antica guerriera e tutti la vediamo nel suo andare, nel suo attraversare con la voce  i vari profondissimi e densi strati della sensazione sentita. Continuo a guidarla con brevi indicazioni, con poche, pochissime parole, siamo in pieno in un mondo pre verbale affascinante, denso e sottile, ma anche difficile ed essenziale. Ci sono..ci siamo. Immersi in qualcosa di così chiaro, ma anche così misterioso, tutto è evidente, ma nel contempo oltre le parole, che al momento non servono. “L’esperienza è sempre molto di più delle parole” dice Gendlin e lo stiamo sentendo tutti in modo inequivocabile, dopo sarà utile e prezioso usare anche le parole, ma in questa sessione di Focusing Voice e non accade in tutte, in quanto  possiamo sempre usare anche i simboli, le parole, ma in questa sessione invece le parole al momento non hanno spazio, ci sono potenti solo i suoni de “la voce da dentro” di Manuela.</p>
<p>Il processo procede intenso e potente, Manuela continua fortemente determinata, ma anche molto affaticata, seppure sempre in contatto con la sua esperienza viva nei suoni con la sua voce, posso percepire la sua sofferenza e sento a un certo punto che ha bisogno di un atto inusuale in una sessione di Focusing, so che ora Manuela ha bisogno di un contatto diretto, corporeo, qualcosa di estremamente fisico, apro le mie mani con il palmo verso l’alto e lascio che lei dolcemente possa poggiarvi le sue.</p>
<p>Adesso il processo sta terminando, la sensazione sentita si è trasformata completamente, abbiamo usato pochissimo le parole, Manuela giusto per descrivere certi passaggi ed io per sostenerla e darle poche indicazioni. Non è stato necessario usare le parole come si sarebbe anche potuto, ma in questa sessione i suoni de “la voce da dentro” di Manuela ci hanno condotto in un viaggio incredibile, unico e prezioso e di potente guarigione non solo per lei, come sarà confermato nella successiva condivisione nel gruppo.</p>
<p>Siamo commosse ed emozionate, ci alziamo e ci abbracciamo forte.</p>
<p>E’ il momento delle domande e della condivisione dell’intero gruppo su ciò che hanno sentito e visto e vissuto in questo processo. Chiedo per il momento al gruppo di non chiedere nulla a Manuela per darle il tempo di recuperare energie e riprendersi, ma dopo alcun minuti Manuela vuole condividere subito la sua esperienza. Ripete “ E’ come se fossi rinata…nata di nuovo” continua a ripetere “Ma è anche come se avessi partorito” e racconta…potete leggere il suo report insieme al mio. Il suo racconto è vibrante ed emozionante e ci aiuta a tradurre ciò che lei, ma anche noi abbiamo vissuto. Ci racconta di come è entrata dentro la sensazione, la mia ricerca sta andando da qualche anno in questa direzione, di come da qualcosa di molto denso e personale sia faticosamente sbucata in qualcosa di collettivo, in una sofferenza comune a tutte le donne, qualcosa di estremamente concreto e doloroso e di essere poi “sbucata” fuori da tutto quel “tunnel” in uno spazio totalmente diverso. Fra i presenti gli uomini sono molto toccati da questa esperienza, M. condivide il suo vissuto durante la sessione, di aver percepito chiaramente tutto il dolore del femminile, di tutte le donne, di averlo sentito nel corpo, di essersi sentito bambino e ancora di più anche donna con un bambino in grembo. Abbiamo tutti toccato dimensioni altre, ma eravamo assolutamente immersi nella materia ed è dalla materia che siamo sbucati altrove..”E’ la materia che ti porterà fino a Dio” P. Teilhard de Chardin. Ci fermiamo per una brevissima pausa.</p>
<p>Il seminario continua con la meditazione canora per la terra e per l’umanità. Conduco la sintonizzazione e dopo esserci di nuovo ben centrati e in presenza, chiedo a tutto il gruppo di lasciar emergere il suono della propria voce da dentro, da questo intento a cui abbiamo dedicato parte della sintonizzazione, da questo sogno che vogliamo sognare insieme, di una umanità in pace e in armonia con la terra, in un’unica guarigione possibile. E’ così che parte un canto bellissimo e pieno di sensazioni ed emozioni e di un sentire comune, insieme in un intento.</p>
<p>Riporto stralci di alcuni commenti :</p>
<p>“Porto un’immagine dell’esperienza di Manuela e Rosanna come al centro un campo concentrato sostenuto da un campo intorno. Ero molto vicino e questa  immagine è  veramente bella. Vedevo come tu Rosanna fossi in continuo contatto con Manuela e ho dato energia a tutto questo, ma ho preso anche tantissima energia..Bellezza è la parola chiave” R.T</p>
<p>“ Ho visto suoni e colori insieme come un fungo&#8230;più salivano le voci più c’era armonia.. Una densità possibile per la terra” F.C</p>
<p>“Tutto questo è reale? La sensazione è che eravamo molti di più di quelli che ho visto aprendo gli occhi..” V.S</p>
<p>“Ho già provato questo..come un abbraccio sulla pelle che mi scioglie e mi fa sentire bene” P.D.P</p>
<p>“…una potenza immensa, immagini di cherubini. Mi sono sentita avvolta e compresa come fossimo una cosa sola” E.B</p>
<p>“Come se lo stare con gli altri mi avesse permesso di fare uscire la mia voce con quella degli altri. Sto con voi, sto con me, in libertà. Libertà è la parola” V.P</p>
<p>“Mi unisco alla gratitudine, ma anche al turbamento..ho sentito la vibrazione della terra e ho potuto fare uscire il mio suono basso” L.L</p>
<p>“Mi porto la calma..come se tutta questa energia avesse calmato qualcosa. Come se la nostra energia potesse fermare il fuoco dell’Amazzonia (che in quei giorni stava bruciando) come una barriera. Insieme possiamo.” A.B</p>
<p>“ La voce..il suono che risveglia”&#8211;  “ Mi porto la speranza”—(non ho segnato i nomi)</p>
<p>“ Il suono delle voci è diventato   suono di voci celesti, ho visto luci e colori che si muovevano intorno.. e poi una pioggia dorata su tutti noi e su tutta la terra. Un profondo contatto con la parte divina” M.D</p>
<p>“ Il sentire il maschile e il femminile era cominciato prima, nella sessione con Manuela, mentre assistevo. Mi sono sentito uguale a Manuela. Ho sentito la violenza subita dal femminile, ma anche dal maschile piccolo..mi sono sentito bambino con un dolore grande e poi ho sentito di essere una donna incinta con un bambino in grembo” M. S</p>
<p>E infine, ma non ricordo né ho scritto chi lo abbia detto “ Mi porto questa cosa che hai detto che più vai nella materia, più entri nella spiritualità”.</p>
<p>Nella condivisione finale è arrivata la conferma che avevamo co creato un grande evento, come un antico rituale, come facevano i nostri avi, in cui c’erano momenti in cui tutto il gruppo, tutta la comunità sosteneva una persona nel proprio processo di guarigione e in realtà era tutta la comunità ad avviare il proprio processo di guarigione sostenendo e dando energia e attenzione ad uno dei suoi membri. Tuttavia in quella incredibile e magica interazione accadeva che non solo guariva la persona, ma il processo si avviava per tutta la comunità e ancora oltre siamo arrivati alla coscienza collettiva. E sappiamo che ognuno di noi può fare la differenza, divenendo la “centesima scimmia” come sostiene Sheldrake che avvia un nuovo livello di coscienza e quindi nuovi comportamenti nella specie umana. L’abbiamo fatto davvero?</p>
<p>Nella meditazione canora abbiamo focalizzato il nostro “sognare insieme” sullo stesso intento, sulla visione di un pianeta terra guarito dalle sue ferite con una umanità in armonia, in abbondanza e in pace, un mondo nuovo. Abbiamo sperimentato sensazioni, emozioni e sentimenti e immagini interiori di sacralità, di unità, di pace, di profonda calma e benessere e torna così di nuovo la frase che sempre più corrisponde ad un’esperienza “E’la materia che ti porterà fino a Dio” P.Theilard de Chardin. So di avere trovato la chiave che ho cercato per tutta la vita grazie al Focusing di E.Gendlin e alla mia ricerca che continua in questa formulazione particolare che ho chiamato “Entrare dentro la sensazione” con la voce e che si può attuare anche senza l’utilizzo della voce, ma che sicuramente rende questa modalità ancora più potente.</p>
<p>Con immensa gratitudine ringrazio tutti i partecipanti a questo breve workshop di Focusing Voice ad Abano.</p>
<p>La domenica mattina ho infine presentato la mia proposta di esperienza su un centro di interesse che è stato “NORD-SUD Come prendere consapevolezza del dolore del Sud del mondo e sentirlo e trasformare tutto questo”</p>
<p>Avevamo solo un’ora e quindi abbiamo solo fatto la nostra meditazione canora e anche qui molto è successo..e anche qui abbiamo co creato qualcosa di unico. Solo qualche stralcio e mi si perdoni se metto solo l’iniziale puntata del nome poiché per alcuni non conoscevo il cognome.</p>
<p>“Ho sentito l’energia del gruppo come fossimo tutti uniti e ognuno al momento giusto senza paura di sbagliare..e anche ascoltare in silenzio era armonia “ V.P</p>
<p>“ Ho sentito il dolore del Sud del mondo..era troppo forte” A.</p>
<p>“Il dolore del sud dentro era troppo ..poi mi sono commossa. Ho sentito che tutta la sofferenza veniva accolta in qualcosa di più grande” N.C</p>
<p>“ Ho sentito emergere un dolore enorme..ho sentito le radici del loro dolore..ho sentito come una preghiera corale e l’immagine del Sole nei Tarocchi” R.</p>
<p>“ La bellezza e la forza del gruppo rispettando la diversità del singolo” G.</p>
<p>“ All’inizio ho fatto fatica. La voce usciva e si spezzava..arrivavano immagini di dolore..spesso avverto questo dolore, ma mi sembra una cosa così terribile..poi ho sentito che mi faceva molto bene ascoltare le voci degli altri e da lì in poi è stato più facile fare uscire anche la mia voce mentre tutto si trasformava” A.Q</p>
<p>“ Non posso star bene se altri stanno male..vorrei che più persone si potessero rendere conto di questo e che ci potesse essere un’energia che fa sparire il male che c’è” N.</p>
<p>“ Bellissimo e coinvolgente sentire unità fra le persone in cui ognuno dà il proprio contributo con la voce” B.</p>
<p>E per concludere non posso che ringraziare di cuore tutti i partecipanti a questi miei eventi, ma anche tutti coloro che hanno offerto un proprio lavoro, la propria ricerca, non ho potuto partecipare a tutti i work shop che avrei voluto frequentare, grazie di cuore a tutti i partecipanti all’esperienza di Abano di quest’anno, un grazie speciale a coloro che si sono messi al servizio nell’organizzazione; a Bruna Blandino, Roberto Tecchio e Valerio Loda e  un grazie infine a chi ha dato origine all’esperienza di Abano, la mia antica partner di Focusing e amica Germana Ponte.</p>
<p>Grazie e ancora grazie e che la trasformazione sia con noi.</p>
<p>Rosanna Camerlingo</p>
<p>Da Napoli la città antica come Ninive che non vuole morire.</p>
<p>&nbsp;</p>
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